Attualità

16/10/2019

La nuova Digital Tax e la proposta OCSE


 Nel contesto dei lavori svolti nell’ambito del progetto BEPS, il 9 ottobre 2019 l’OCSE ha pubblicato un documento, attualmente in pubblica consultazione sino al 12 novembre 2019, recante la propria proposta ai fini dell’introduzione di una digital tax, che esprime l’intento di adottare un “approccio unificato” volto a consentire un’equa riallocazione dei profitti generati dalle società multinazionali operanti nel settore digitale, allo scopo di addivenire ad una corretta ripartizione della potestà impositiva tra ordinamenti.

A tal riguardo, difatti, l’Organizzazione propone anzitutto di riconsiderare il concetto di nexus, affinché la presenza di un’impresa all’interno di una particolare giurisdizione sia determinata non più alla luce della sua presenza fisica sul territorio, bensì in virtù del coinvolgimento nell’economia di mercato di quel territorio. Tale rinnovato concetto, rileva l’OCSE, sarebbe peraltro idoneo a garantire il rispetto del principio di neutralità, in quanto applicabile ad imprese operanti in qualsiasi settore e non limitatamente al business digitale.

Inoltre, l’OCSE propone di introdurre regole nuove e differenti in tema di “allocazione” dei profitti, specie in ragione del fatto che, una volta modificato il concetto di nexus, la disciplina attualmente esistente ed essenzialmente fondata sull’applicazione degli artt. 7 e 9 del Modello di Convenzione OCSE non risulterebbe più adeguata. Tuttavia, la proposta formulata dall’OCSE suggerisce un “approccio in tre livelli” che “affiancherebbe” nuove regole a quelle, già esistenti, in tema di transfer pricing, in quanto l’applicazione di queste ultime – nonostante talune criticità – è ritenuta appropriata alla maggior parte delle transazioni “di routine”.

La proposta in discorso, che appare del tutto conforme alle soluzioni riconducibili al c.d. “First pillar” illustrate all’interno della Policy Note dello scorso gennaio, sarà oggetto del prossimo incontro che si terrà a Parigi il 21 e il 22 novembre, ove saranno esaminate le risultanze della consultazione pubblica, in vista del raggiungimento di una definitiva soluzione, attesa entro la fine del 2020.

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