Attualità

24/01/2020

La sentenza Glencore della Corte di Giustizia dell’Unione Europea


La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con una sentenza del 16 ottobre 2019, causa C-189/18, Glencore, ha sancito un importante principio: le Amministrazioni finanziarie degli Stati membri possono utilizzare, ai fini della successiva emanazione degli avvisi di accertamento, elementi raccolti nell’ambito di procedimenti amministrativi o penali connessi, sempre che gli Stati membri assicurino, attraverso la legislazione interna, l’implementazione di precise discipline volte ad adeguatamente consentire al contribuente di esercitare il proprio diritto di difesa, concedendogli, in specie, il diritto di accedere (preventivamente) a tutti gli elementi raccolti nel corso dei suddetti procedimenti amministrativi o penali.

In particolare, la Corte di Giustizia UE ha sancito che “qualora l’amministrazione finanziaria intenda fondare la propria decisione su elementi di prova ottenuti, come nel caso di specie, nell’ambito di procedimenti penali e di procedimenti amministrativi connessi avviati nei confronti dei suoi fornitori, il soggetto passivo deve avere la possibilità di ricevere, a sua richiesta, le informazioni e i documenti contenuti nel fascicolo amministrativo e presi in considerazione dall’amministrazione ai fini dell’adozione della sua decisione, a meno che obiettivi di interesse generale giustifichino la restrizione dell’accesso alle suddette informazioni e a detti documenti”.

Sulla scorta di ciò, sono stati affermati tre importanti principi: i) l’amministrazione finanziaria deve far conoscere al soggetto passivo gli elementi di prova, ivi compresi quelli risultanti da tali procedimenti amministrativi connessi, sui quali essa intende fondare la propria decisione, di modo che al soggetto passivo sia assicurato il diritto di contestare utilmente, nel corso del procedimento di cui è oggetto, tali constatazioni di fatto e tali qualificazioni giuridiche; ii) il soggetto passivo deve essere messo nelle condizioni di avere accesso durante tale procedimento a tutti gli elementi raccolti nel corso di detti procedimenti amministrativi connessi o di ogni altro procedimento sul quale l’amministrazione intende fondare la sua decisione o che possono essere utili per l’esercizio dei diritti della difesa, a meno che obiettivi di interesse generale giustifichino la restrizione di tale accesso; iii) il giudice adito con un ricorso proposto avverso il provvedimento impositivo deve poter verificare la legittimità dell’ottenimento e dell’utilizzo di tutti gli elementi acquisiti nel corso dei procedimenti amministrativi o penali connessi.

 

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