Attualità

24/02/2020

Società Madre-Figlia e dividendi


LE NOVITÀ GIURISPRUDENZIALI IN MATERIA DI DIVIDENTI NELLE SOCIETÀ MADRE-FIGLIA

 

La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza 31 gennaio 2020, n. 231, ha stabilito che l’esenzione da ritenuta sui dividendi corrisposti da società figlie italiane a società madri europee – prevista dall’articolo 27-bis, D.P.R. 600/1973 in attuazione della cosiddetta direttiva madre-figlia 90/435/Cee del Consiglio del 23 luglio 1990 (ad oggi rifusa nella direttiva 2011/96/Ue del Consiglio del 30 novembre 2011) – è funzionale ad eliminare non soltanto la doppia imposizione

giuridica ma anche la doppia imposizione economica e, pertanto, spetta anche laddove “la società madre non ha pagato imposte” nel suo Stato membro di residenza.

Registrato, dunque, il cambio di rotta del Supremo Collegio che, con sentenza 10 ottobre 2019, n. 25490, aveva ritenuto essenziale ai fini dell’esenzione da ritenuta sui dividendi il pagamento da parte della società madre europea di imposte sui dividendi ad essa corrisposti dalla società figlia italiana, ad oggi si giunge ad un orientamento molto più rispettoso dei principi di diritto che regolano la materia dei tributi, in generale, e che rappresentano l’autenticità della direttiva madre-figlia.

Con la Sentenza del 31 gennaio u.s., n. 2313, invero, i Giudici di Legittimità si pongo in scia di continuità con la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea, causa C-398/18, Brussels Securities, del 19 dicembre 2019, da cui emerge lo scopo della direttiva madre-figlia di eliminare “una doppia imposizione di utili, in termini economici, vale a dire ad evitare che gli utili distribuiti siano colpiti, una prima volta, a carico della società figlia, e, una seconda volta, a carico della società madre”.

In tal senso, l’applicazione di una ritenuta sui dividendi è di per sé idonea a generare una doppia imposizione economica.

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