Attualità

20/03/2020

Virus e Fisco


Il Fisco dice stop alle attività di accertamento fiscale

L’Agenzia delle entrate mediante un comunicato stampa ha disposto la sospensione delle attività di liquidazione, controllo, accertamento, accessi, ispezioni e verifiche, riscossione e contenzioso tributario, a meno che le stesse non siano in imminente scadenza (o sospese in base ad espresse previsioni normative).

È quanto emerge da una direttiva urgente firmata dal direttore generale dell’Agenzia delle entrate a seguito del Dpcm dell’11 marzo 2020, emesso per fronteggiare la diffusione del Coronavirus.

In particolare, la direttiva richiamata chiarisce agli uffici quali sono gli atti che devono ritenersi indifferibili e che, pertanto, restano esclusi dall’ambito operativo della proroga.

Si legge nel documento, nello specifico al paragrafo 2, lett. f), che sono indifferibili e, pertanto, improrogabili “gli adempimenti connessi alle attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione, contenzioso tributario da parte degli uffici dell’Agenzia delle entrate, nonché le risposte alle istanze di interpello, per i quali sono imminenti termini di prescrizione o decadenza, qualora i relativi termini non siano oggetto di sospensione da espresse previsioni normative”.

Non viene fatto alcun cenno agli avvisi di accertamento già emanati ed ai procedimenti di adesione in corso, che, pertanto, non sono soggetti alla proroga.

Per il momento, le uniche previsioni normative sono racchiuse nel D.l. 8 marzo 2020, n. 11, che contempla la sospensione dei termini per il compimento di qualsiasi atto collegato ai procedimenti pendenti.

Dalla testuale formulazione del Decreto Legge, dunque, si evince che la sospensione non opera per tutti gli atti tributari rispetto ai quali non esiste ancora un procedimento pendente (si pensi, a titolo esemplificativo, agli avvisi di accertamento, agli atti di irrogazione di sanzioni, ovvero agli avvisi di liquidazione che costituiscono il primo atto impugnabile).

Nella stessa direzione si è orientata la Guardia di Finanza, che, con una circolare dello scorso 11 marzo 2020 (prot. n. 73943/2020) sospende, fino alla cessazione dell’emergenza epidemiologica in atto, tutte le verifiche ed i controlli fiscali, compresi quelli in materia di lavoro e quelli strumentali.

Si legge nella citata circolare che la Guardia di Finanza intende “adeguare il proprio dispositivo di vigilanza in funzione dell’esigenza di sostenere l’economia sana del paese e di attenuare la situazione di sofferenza e di difficoltà manifestata soprattutto in alcune aree del territorio nazionale dai cittadini, dalle imprese e dai professionisti”.

Certamente lo stop alle attività di accertamento fiscale decretato dall’Agenzia delle entrate e dalle Fiamme Gialle è da cogliere con favore, ma si auspica che il Governo intervenga al più presto, nell’interesse sia del contribuente, sia del Fisco stesso, disponendo la sospensione di tutti i termini amministrativi previsti dal nostro ordinamento tributario.

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