Attualità

20/03/2020

Interposizione reale


Art. 37, comma 3, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e interposizione reale

Con la risposta ad interpello n. 89 del 9 marzo 2020, l’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti circa il trattamento fiscale dei compensi ritraibili da una NewCo, costituita dall’istante come mero veicolo per svolgere funzioni di amministratore delegato.

In particolare, l’interrogativo sottoposto all’Amministrazione finanziaria verte sulla possibilità o meno di ricondurre tale operazione nell’ambito di applicazione dell’art. 37, comma 3, del d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600.

Si ricorda che, la sopracitata disposizione dispone che “In sede di rettifica o di accertamento d’ufficio sono imputati al contribuente i redditi di cui appaiono titolari altri soggetti quando sia dimostrato, anche sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti, che egli ne è l’effettivo possessore per interposta persona”.

L’Amministrazione finanziaria ha affermato che, sulla base dei principi espressi dalla recente giurisprudenza di legittimità, alla disposizione in esame sono riconducibili sia le ipotesi di interposizione fittizia che quelle di interposizione reale, per mezzo delle quali la tassazione avviene in capo ad un soggetto differente rispetto al percettore del reddito.

Nell’ipotesi in cui, come nel caso di specie, si ricorra ad uno schermo societario, la valutazione diretta a rinvenire nella NewCo la qualifica di soggetto interposto non può prescindere da un'analisi fattuale in cui si deve tener conto della specifica attività svolta dalla NewCo, dei rapporti contrattuali intercorrenti tra contribuente e NewCo, nonché dei rapporti tra quest'ultima e i terzi.

Nel caso sottoposto all’attenzione dell’Agenzia, è evidente che la costituzione della nuova società non sia sorretta da una autonoma e significativa funzione propria, suscettibile di generare redditi alla stessa imputabili.

Invero, nel caso di specie, l’Amministrazione finanziaria rileva che vi sia una formale intestazione in capo alla società di un’attività in concreto svolta dal contribuente (quella di amministratore delegato), con la conseguenza che, quest’ultimo viene identificato come centro di imputazione dei redditi.

Pertanto, ne deriva che, i redditi derivanti dall’esecuzione delle funzioni formalmente intestate alla società devono essere tassati direttamente in capo all’istante e qualificati come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Tuttavia, secondo l'Agenzia delle entrate, conclusione diversa deve applicarsi ai fini dell'IVA.

Sul punto, infatti, si precisa che la società, effettuando prestazioni di servizi quale amministratore delegato, deve applicare l’imposta nei modi ordinari emettendo fattura con aliquota al 22%.

 

Interposizione