Attualità

21/07/2020

Ruling fiscali Apple-Iralnda: così il Tribunale UE


I Ruling fiscali stipulati tra Apple e l’Irlanda non sono aiuti di Stato: la decisione del Tribunale UE

 

Con la recentissima sentenza del 15 luglio 2020, cause riunite T-778/16 e T-892/16, il Tribunale dell’Unione europea ha annullato la decisione n. 2017/1283 con cui la Commissione europea, in data 30 agosto 2016, ha condannato l’Irlanda al recupero di una somma pari a 13 miliardi di euro, oltre interessi, quali imposte non versate nel Paese dal Gruppo Apple.

Tale decisione si fondava sul presupposto che due ruling fiscali, rispettivamente del 1991 e del 2007, stipulati dall’Irlanda con due branch irlandesi del Gruppo, configurassero un aiuto di Stato illegalmente concesso dall’Irlanda in violazione dell’art. 108, par. 3, TFUE, avendo difatti consentito alle suddette branch, per anni, di ridurre in modo considerevole le relative basi imponibili e, conseguentemente, di versare un ammontare di imposte molto inferiore al dovuto.

Più precisamente, le contestazioni mosse dalla Commissione UE avevano riguardo alle modalità di allocazione degli utili contemplate all’interno dei suddetti ruling, (modalità) che, seppur fondate sull’applicazione di un metodo analogo al legittimo Transaction Net Margin Method disciplinato all’interno delle Transfer Pricing Guidelines, nel caso di specie garantivano tuttavia alle due branch irlandesi un vantaggio selettivo e, di conseguenza, illegittimo, in quanto tale incompatibile con il principio di libera concorrenza: più precisamente, per Apple Sales International (di seguito “ASI”) il metodo prescelto era quello denominato “Berry Ratio”, mentre per Apple Operation Europe (di seguito “AOE”) era stato applicato il metodo del ricarico sui costi totali.

Nella pronuncia in discorso, e diversamente da quanto statuito dalla Commissione UE nella propria decisione, il Tribunale ha ritenuto invece che i metodi di allocazione dei profitti individuati dai ruling fiscali in contestazione fossero del tutto adeguati e rispettosi dell’arm’s lenght principle, sottolineando in particolare come la Commissione non avesse opportunamente fornito una prova contraria a tale circostanza.

 

 

 

Trib UE