Attualità

05/02/2021

Il tax credit per le operazioni di ricapitalizzazione


Introdotto con l’art. 26 del Decreto Rilancio, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 il doppio credito d’imposta previsto per favorire l’aumento delle dotazioni patrimoniali delle imprese di medie dimensioni (a favore del socio e della società) e fruibile a seguito di aumenti di capitale sociale eseguiti entro il 31 dicembre 2020 è stato solo parzialmente confermato dalla Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178).   

In estrema sintesi, il Legislatore con tale norma ha istituito un regime premiale, in particolare ricorrendo allo strumento del credito d’imposta, a favore dei soci che effettuano conferimenti in società che presentano determinati requisiti e anche per le società destinatarie delle risorse conferite. Nel dettaglio, entrambi i crediti (i.e. il credito di imposta concesso ai soci spetta in via prioritaria rispetto a quello riconosciuto alla società, fino a concorrenza del limite imposto dal c.d. Temporary Framework) sono concessi  a favore di società il cui ammontare dei ricavi  di cui all’art. 85 comma 1 lett. a) e b) del TUIR relativi all’esercizio 2019 sia compreso tra i 5 e i 50 milioni di euro, che abbiano subito una riduzione dei ricavi pari ad almeno il 33% nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo dell’esercizio 2019, a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per le quali sia stato deliberato un aumento di capitale a pagamento, con contestuale integrale versamento nel periodo compreso (nella versione originaria della norma) tra il 20 maggio 2020 e il 31 dicembre 2020.

La Legge di Bilancio 2021 all’art. 1, commi 264 e 265, ha modificato tale regime di agevolazione. Nel dettaglio, le disposizioni hanno interessato il solo credito di imposta a favore della società beneficiaria del conferimento, per il quale è stata prevista:

  1. la proroga fino al 30 giugno 2021 (in luogo del 31 dicembre 2020) del regime di agevolazione, alla quale si accompagna in modo corrispondente un allungamento del periodo nel quale non è possibile procedere alla distribuzione di riserve (primo giorno utile 1° gennaio 2025 in luogo del 1° gennaio 2024);
  2. una diversa percentuale del credito a seconda che l’aumento sia eseguito nel periodo 19 maggio - 31 dicembre 2020, ovvero nel primo semestre del 2021. In particolare, per gli aumenti eseguiti nel primo semestre 2021 il credito è riconosciuto in misura pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, assunto al lordo di tali perdite, nel limite del 50% dell’aumento (in luogo del 30% previsto dal decreto Rilancio).

 

Tali modifiche non sono invece state proposte per il credito d’imposta a favore dell’investitore, il cui termine finale è pertanto scaduto il 31 dicembre scorso.

Il Decreto ministeriale del MEF del 10 agosto 2020 ha chiarito criteri, modalità di applicazione e fruizione del credito di imposta. Ciò che stupisce maggiormente è la scelta della modalità di aggiudicazione del beneficio, dal momento che viene specificato che il credito di imposta è riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate, previa verifica della correttezza formale dei dati indicati nell’istanza, secondo l’ordine di presentazione delle istanze e fino all’esaurimento delle risorse (secondo lo strumento del c.d. click day).

L’auspicio è che il Legislatore possa modificare tale modalità (fortemente penalizzante), dal momento che la normativa in commento dovrebbe essere considerata di “sistema” (come ad esempio l’agevolazione ACE, o in passato la DIT) nel nostro ordinamento tributario.

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