Attualità

22/02/2021

Risoluzione ADE del 18 febbraio 2021, n. 12/E


Servizi di investimento e di intermediazione finanziaria offerti ai neo residenti: la Risoluzione ADE del 18 febbraio 2021, n. 12/E

 

Con la Risoluzione n. 12/E del 18 febbraio 2021, l’Agenzia delle Entrate ha fornito interessanti chiarimenti sul regime agevolato dei “neoresidenti” di cui all’art. 24-bis del Tuir, in tema di redditi di capitale, redditi diversi e imposta sulle successioni e donazioni.

Con riguardo ai redditi di capitale, la Risoluzione precisa che tali redditi rientrano nell'ambito oggettivo di applicazione dell'imposta sostitutiva ex art. 24-bis, Tuir, non solo nel caso in cui tali redditi siano riscossi all'estero, ma anche nei casi in cui le attività finanziarie estere, da cui gli stessi derivano siano oggetto di: i) un contratto di custodia con intermediari italiani; ii) un contratto di gestione, amministrazione e consulenza con intermediari italiani, pur essendo depositate presso un conto estero; iii) un contratto di assicurazione sulla vita a contenuto finanziario stipulato con compagnie di assicurazioni estere operanti in Italia in regime di LPS, anche laddove la riscossione dei proventi sia affidata ad intermediari italiani.

Con riguardo ai redditi diversi, è stato precisato che se realizzati dai soggetti neo residenti per effetto della cessione di attività finanziarie detenute nel territorio dello Stato sono imponibili in Italia. Ne deriva, pertanto, che affinché le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in società estere, ovvero di titoli non aventi natura partecipativa, da parte di neo residenti rientrino nell'ambito oggettivo di applicazione dell'imposta sostitutiva di cui all'art. 24-bis, Tuir, è necessario che tali attività non siano detenute in un conto di deposito presso un intermediario italiano. La natura di reddito di fonte estera, invece, non viene meno a seguito di stipula di un contratto: i) di prestazione di servizi con un intermediario italiano avente ad oggetto la gestione individuale del portafoglio, in cui l'intermediario italiano riceve un mandato di gestione discrezionale delle attività finanziarie depositate all'estero; ii) di amministrazione delle attività finanziarie (ivi inclusi i contratti di amministrazione senza intestazione da parte di società fiduciarie italiane), dove l'intermediario italiano amministra le attività depositate all'estero eseguendo gli ordini del cliente, senza alcun potere discrezionale; oppure iii) di consulenza finanziaria, dove l'intermediario italiano offre un'attività di consulenza finanziaria e di monitoraggio degli investimenti, senza avere alcun potere di movimentare direttamente le attività.

Infine, con riguardo all’imposta sulle successioni e donazioni, è stato chiarito che, per le successioni aperte e le donazioni effettuate nei periodi d'imposta di validità dell'opzione esercitata dal dante causa, ai sensi dell'art. 24-bis, Tuir, l'imposta è dovuta limitatamente ai beni e ai diritti esistenti nello Stato al momento della successione o della donazione.

Ai fini dell’applicazione del tributo successorio, non rileva che le attività finanziarie siano oggetto di un contratto di deposito titoli e strumenti finanziari tra il soggetto di cui all'art. 24-bis ed un intermediario finanziario residente in Italia, ovvero un intermediario estero che abbia una stabile organizzazione in Italia.

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