Attualità

19/03/2021

Mandato fiduciario cointestato e decesso del cointestatario


Con la recente risposta ad interpello n. 159 dell’8 marzo 2021, l’Agenzia delle entrate ha fornito taluni chiarimenti in materia di fiscalità finanziaria, escludendo il realizzo di plusvalenze imponibili ex art. 67 del Tuir in caso di trasferimento di titoli da un mandato fiduciario cointestato ad un dossier intestato ad uno solo dei depositanti originari a seguito del decesso di uno dei cointestatari.

In particolare, il caso di specie riguarda una società fiduciaria “statica” che, sia nel caso di intestazione diretta che di amministrazione senza intestazione, agisce come sostituto d’imposta in relazione ai redditi di capitale e redditi diversi percepiti dai clienti – fiducianti all’estero.

Con il documento di prassi in parola, l’Ufficio approfondisce il tema della rilevanza, ai fini dell’art. 6, comma 6, del d.lgs. n. 461/1997, del trasferimento di un dossier titoli, in regime di risparmio amministrato e oggetto di un mandato fiduciario cointestato in quote uguali tra marito e moglie, in caso di decesso di uno dei cointestatari.

A parere dell’istante, il suddetto trasferimento non deve essere considerato fiscalmente rilevante ai sensi della sopracitata disposizione, sicché i titoli trasferiti nel deposito intestato alla sola moglie possono essere assunti al medesimo valore fiscale che gli stessi avevano nell’ambito del mandato cointestato. A tal proposito, l’istante fa presente che, nel caso in esame, non vi è alcuna operazione elusiva in quanto la moglie è già giuridicamente proprietaria del 50 per cento dei titoli ed il trasferimento degli stessi non sottende alcuna operazione di realizzo, atteso che la proprietà giuridica dei titoli stessi non viene a mutare.

Inoltre, sempre a parere dell’istante, il trasferimento del 50 per cento dei beni dal mandato cointestato al deposito in regime di risparmio amministrato intestato alla sola moglie costituisce, dal punto di vista civilistico, una divisione ex art. 1111 c.c., rispetto alla quale l’Amministrazione finanziaria, con circolare n. 165 del 24 giugno 1998, ha chiarito che non costituisce atto di realizzo lo scioglimento della comunione con divisione in natura e senza conguaglio in denaro.

Sebbene con riguardo a quest’ultimo punto non sia stato chiarito se il trasferimento dei titoli in comunione da un dossier cointestato ad un dossier intestato esclusivamente ad uno dei due cointestatari sia o meno qualificabile come scioglimento della comunione ex art. 1111 c.c., l’Amministrazione finanziaria ha concluso nel senso di ritenere fiscalmente irrilevante il trasferimento dei titoli non caduti in successione.

In tal caso, infatti, il cambio di intestazione del deposito titoli non deriva da una manifestazione di volontà del coniuge superstite, bensì dalla morte dell’altro cointestatario.

Ne deriva, dunque, che non è assimilabile ad una cessione il trasferimento su un conto intestato al coniuge superstite del 50 per cento dei titoli non caduti in successione.

 

MANDATO FIDUCIARIO