Attualità

29/11/2021

Diritto di detrazione Iva anche per operazione “antieconomica”


Ammesso il diritto di detrazione Iva anche nell’ipotesi di operazione “antieconomica”

Con la sentenza Amper Metal, resa nella causa C-334/20 del 25 novembre 2021, la Corte di Giustizia dell’Unione europea, risolvendo una controversia che ha visto coinvolto un contribuente ungherese, ha fornito importanti chiarimenti in tema di diritto di detrazione dell’Iva.

Prescindendo dall’esame del contesto fattuale, per il quale si rinvia al testo della sentenza, in questa sede preme rilevare come la Corte di Giustizia, a fronte di spese di pubblicità sostenute da un contribuente ungherese, ritenute dall’Amministrazione finanziaria eccessive e antieconomiche rispetto al fatturato poi realizzato, e con riferimento alle quali era stato contestato il diritto di detrazione dell’Iva, ha chiarito che “il regime comune dell'IVA garantisce la neutralità rispetto al carico fiscale di tutte le attività economiche, qualunque siano le loro finalità o risultati, a prescindere dalle loro finalità o risultati”. Secondo il Giudice europeo, quindi, il diritto di detrazione deve essere riconosciuto in funzione, esclusivamente, della destinazione dei beni e servizi acquistati, valutato in ottica prospettica, avendo cioè riguardo all’intenzione del soggetto passivo di impiegare i beni e servizi acquistati “a monte” nell’ambito di un’attività economica che dà luogo alla realizzazione di operazioni imponibili “a valle”.

Questo approccio - che secondo il costante orientamento della Corte di Giustizia prescinde dall’effettiva realizzazione di operazioni attive soggette ad imposta - implica che la detrazione possa essere esercitata indipendentemente dall’economicità del risultato, valutato in considerazione dei ricavi generati e dei costi sostenuti.

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