Attualità

29/11/2021

Commercio elettronico indiretto e obblighi del contribuente


 

Con la risposta ad interpello n. 793 del 25 novembre 2021 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in tema di obblighi documentali da osservare nel commercio elettronico indiretto.

Nel commercio elettronico indiretto la transazione commerciale avviene in via telematica ma il cliente riceve la consegna fisica della merce a domicilio secondo i canali tradizionali, ossia tramite vettore o spedizioniere.

In altri termini, la stipula e il perfezionamento del contratto di vendita avvengono on-line, come il pagamento del corrispettivo, mentre la consegna del bene avviene "fisicamente", ossia mediante mezzi ordinari. Ai fini Iva, le operazioni di commercio elettronico indiretto sono assimilabili alle vendite per corrispondenza e, pertanto, non sono soggette all'obbligo di emissione della fattura (se non richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell'operazione), come previsto dall'art. 22 del Decreto Iva, né all'obbligo di certificazione mediante emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale.

I corrispettivi delle vendite devono, tuttavia, essere annotati nel registro previsto dall'art. 24 del Decreto Iva.

Con riferimento agli obblighi di memorizzazione elettronica ed invio telematico dei corrispettivi ex art. 2 del d.lgs. 5 agosto 2015, n. 127, obblighi che dal 1° gennaio 2020, con portata generale, hanno sostituito le tradizionali modalità di certificazione a mezzo ricevuta o scontrino fiscale, si è parimenti evidenziata la loro non applicabilità alle ipotesi di commercio elettronico: l'operazione di vendita che il contribuente intende realizzare è configurabile come "commercio elettronico indiretto", posto che le fasi di ordinazione, pagamento dei beni da acquistare e, quindi, stipula del contratto di vendita, sono interamente gestite telematicamente tramite app o sito internet, mentre la relativa consegna fisica dei beni avviene mediante modalità tradizionali.

Ne deriva l'esonero dall'obbligo di certificazione, anche telematica, dei corrispettivi salva la facoltà di adempiervi in base all'art. 1, co. 3 del predetto D.M. del 10 maggio 2019, che stabilisce che i soggetti che effettuano le operazioni ricomprese nei "casi di esonero” possono comunque scegliere di memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente i dati dei corrispettivi giornalieri di tali operazioni.

Quindi nel caso di commercio elettronico indiretto, il contribuente non è tenuto a documentare i relativi corrispettivi né tramite fattura (fatta salva un'eventuale richiesta del cessionario in tal senso), né tramite memorizzazione elettronica ed invio telematico dei corrispettivi.

comm ele