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Con il varo del decreto legge n. 201/2011 (cosiddetto “salva Italia) sono state apportate rilevanti e sostanziali modifiche alle disposizioni in materia di imposta di bollo. La normativa introdotta mira, da un lato, ad ampliare la base imponibile del tributo ad una più vasta gamma di strumenti e prodotti finanziari - modificando nel contempo anche le norme riguardanti i conti correnti e i libretti ...

Articolo rivista - SFEF - 2011/3

Betunio Arturo

Strumenti finanziari e fiscalità per la crescita del Paese


L’articolo esamina come la leva fiscale possa contribuire al potenziamento del mercato dei titoli, veicolando il risparmio verso economie “sane” e rimuovendone gli eventuali ostacoli. Sul primo versante, l’Autore illustra le più recenti novità, dallo scudo fiscale al rafforzamento delle misure di contrasto ai trasferimenti illeciti di attività economiche e finanziarie all’estero, dal ...

Articolo rivista - SFEF - 2012/6

di Felice Paolo

Riforma della tassazione delle rendite finanziarie: il regime transitorio


Con il decreto legge n. 138 del 2011 è stato portato a compimento il processo di riordino del regime fiscale degli strumenti finanziari, avviato con la riforma della tassazione degli organismi di investimento collettivo del risparmio, in vigore dal 1° luglio 2011. La novità più importante del d.l. n. 138/2011 è senza dubbio l’istituzione, sia per i redditi di capitale che per i redditi diversi ...
L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 17 dicembre 2013, n. 97/E, ha fornito importanti chiarimenti in merito al regime IVA applicabile alle commissioni pagate alle banche dalle società di gestione del risparmio (SGR), per conto degli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) da esse istituiti, relativamente ai servizi riconducibili all’attività di banca depositaria di cui ...
Gli investment certificates e gli Exchange Traded Commodities (ETC) appartengono alla categoria dei cd. “ derivati cartolarizzati ”, cioè di contratti derivati le cui caratteristiche contrattuali sono incorporate in un titolo negoziabile emesso, generalmente, da un’istituzione finanziaria. Gli investment certificates restano strumenti finanziari derivati e non possono essere assimilati ad altre ...
C’è un tipo di innovazione finanziaria che serve solo a chi l’inventa, ma c’è anche un’innovazione finanziaria che serve all’economia reale. I PIR, i piani di risparmio di lungo termine, approvati con la Legge di Bilancio (Legge 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, commi 100-114), rientrano in quest’ultima categoria e il loro successo è intrinseco nella loro denominazione, sono strumenti ...

Articolo rivista - SFEF - 2012/6

Corasaniti Giuseppe

La riforma della tassazione delle rendite finanziarie


Le disposizioni introdotte dal d.l. 13 agosto 2011, n. 138, relativamente alla tassazione dei redditi finanziari, apportano numerose e significative modifiche, a partire dal 1° gennaio 2012, alla disciplina vigente nell’ottica di tassare con l’aliquota del 20 per cento la gran parte dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria con l’esclusione tuttavia di taluni importanti ...

Articolo rivista - SFEF - 2014/15

Schiavello Enzo

Disposizioni di recepimento della direttiva AIFM


La direttiva 2011/61/UE e i regolamenti ad essa collegati modificano in forma significativa le regole applicabili ai gestori UE dei fondi alternativi di investimento. La possibilità di commercializzare tali fondi mediante una semplice procedura di notifica, nei confronti degli investitori professionali residenti nel territorio di tutti gli Stati membri, presuppone un'armonizzazione delle norme che, ...

Articolo rivista - SFEF - 2017/31

Manuti Nicola

Le agevolazioni dei nuovi PIR per le persone fisiche


I nuovi Piani Individuali di Risparmio (PIR) hanno catalizzato l’attenzione dei mercati finanziari. Evidentemente, l’appeal delle agevolazioni tributarie – che, per le persone fisiche, riguardano i patrimoni fino a 150 mila euro, investiti per almeno il 70 per cento in imprese “radicate” in Italia, consistono nella completa esenzione delle rendite finanziarie e nella inapplicabilità del ...
L’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione oggetto di commento, ha ritenuto che la stipula all’estero di un contratto di finanziamento a medio o lungo termine da parte di una banca operante in Italia non costituisce di per sé un’ipotesi di abuso del diritto per la configurazione della quale appare necessario un quid pluris idoneo a realizzare “l’utilizzo distorto di strumenti giuridici” ...