SFEF

2011/3

Profili di criticità degli accertamenti presuntivi derivanti da indagini bancarie su conti di terzi


Nel presente contributo vengono esaminati i diversi profili di criticità delle soluzioni interpretative condivise dalla Suprema Corte nella pronuncia in commento relativamente ad alcune delle principali problematiche poste dalla disciplina degli accertamenti bancari. Difatti, in tale pronuncia viene confermato l’orientamento giurisprudenziale (non condivisibile) che riconosce natura di presunzione legale relativa alle regole presuntive previste dall’art. 32, 1° co, n. 2, d.p.r. n. 600 del 1973 (e dalla corrispondente disposizione in materia di Iva) e che qualifica come una mera facoltà (e non come un obbligo) per l’Ufficio l’attivazione del contraddittorio endoprocedimentale con il contribuente. Inoltre, in tema di accertamenti bancari su conti di terzi, la Suprema Corte nella pronuncia in commento presenta come principio “consolidato” della giurisprudenza di legittimità la soluzione interpretativa secondo cui la mera sussistenza di un legame tra il terzo intestatario dei conti correnti e la società accertata sarebbe di per sè sufficiente per giustificare la riferibilità a quest’ultima delle movimentazioni bancarie effettuate sui conti del terzo, senza quindi la necessità di alcun ulteriore “aggravio” probatorio per l’Ufficio, ciò nonostante sussista sul punto un contrario (e senza dubbio più convincente) orientamento interpretativo di altra parte della stessa giurisprudenza di legittimità.

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