SFEF

2017/3

Prassi prevalenti nell’utilizzo di indicatori alternativi di performance da parte delle società quotate europee. Una analisi comparativa dell’informativa riferita a giugno 2016 e a dicembre 2015 emessa dalle società appartenenti all’ eurostoxx50


Dal 3 Luglio 2016 sono in vigore le linee guida ESMA sui criteri per la presentazione degli IAP (Indicatori Alternativi di Performance) nelle informazioni regolamentate e nei prospetti, il rispetto delle quali figura tra le priorità di vigilanza delle National Competent Authorities per i bilanci 2016. Alla vigilia dell’entrata in vigore delle suddette linee guida, permane la presenza di prassi difformi, come evidenzia uno studio(*) condotto attraverso l’analisi dell’informativa finanziaria relativa al semestre 2016 e all’esercizio 2015 delle società quotate appartenenti all’indice EUROSTOXX50.Lo studio ha evidenziato che società appartenenti allo stesso segmento tendono ad utilizzare gli stessi indicatori, tuttavia adottando denominazioni differenti e spesso formule e definizioni diverse, il che rende l’informativa non direttamente comparabile. Di particolare rilevanza si rivela essere l’indicatore EBIT ( Earnings Before Income and Tax), utilizzato quasi universalmente dalle società e quasi sempre presentato direttamente nello schema di conto economico. Il management attribuisce una grande rilevanza agli indicatori di utile aggiustato, ossia normalizzato per eliminare elementi ritenuti non ricorrenti o non afferenti alla gestione ordinaria. Nelle relazioni finanziarie gli IAP sono relativamente ben definiti ed illustrati e ad essi il management talvolta attribuisce maggiore prominenza ed enfasi rispetto ai loro equivalenti indicatori contabili, soprattutto nei comunicati stampa.

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