SFEF

2019/41

Le entità ibride nel decreto ATAD


A partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, saranno applicabili anche in Italia le disposizioni di contrasto all’utilizzo di strumenti finanziari o entità ibride, con lo scopo di generare fenomeni di doppia deduzione (o di deduzione senza inclusione) di un costo, sfruttando il disallineamento fra i regimi fiscali di diversi ordinamenti giuridici. La questione riguarda i gruppi societari internazionali, con società controllate o stabili organizzazioni dislocate in Stati diversi. La normativa di fonte unionale (Direttiva (UE) 2017/952) è stata recepita in Italia con gli articoli 6 a 11 del D. Lgs. 142/2018 ed è estremamente complessa. Si tratta, infatti, di calare regole molto astratte (perché miranti ad essere applicate ad una casistica estremamente variegata) nella specifica realtà del nostro ordinamento. In questa sede, si cerca di individuare le principali situazioni che potrebbero interessare le società italiane controllate o controllanti di società estere, limitando l’analisi alla disciplina delle “entità ibride” che costituisce uno dei pilatri (l’altro è costituito dalla disciplina sugli  “strumenti finanziari ibridi”) su cui si fonda la normativa di contrasto dei disallineamenti da ibridi.

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