SFEF

2019/44

Il passaggio generazionale d’azienda: il Patto di famiglia. Aspetti civilistici e fiscali applicati ad un caso reale


Il 10% delle dichiarazioni di fallimento, pari a circa 30.000 imprese e 300.000 posti di lavoro, riconducibile ad un’errata gestione del passaggio generazionale. Sono state queste stime degli anni ’90, ad ispirare una Raccomandazione della Commissione delle Comunità Europee inviata a tutti gli Stati membri: ogni Nazione, pur con le sue specificità normative ed economiche, risentiva della medesima problematica. La Commissione non si è limitata ad indicare un obiettivo, l’agevolazione del passaggio generazionale, ma ha fornito una serie di mezzi e di aree di intervento che facilitassero il raggiungimento dello scopo. Nell’elaborato, dopo un’analisi dell’apporto comunitario, entrerò nel vivo dell’intervento civilistico che il nostro legislatore ha prodotto nel 2006 con la normativa sul Patto di famiglia, che si inserisce nella rigida cornice della successione, con i vincoli del divieto dei patti successori e della tutela dei legittimari che, pur tra molte difficoltà interpretative, la norma in esame ha il pregio di scalfire. La disamina si sposterà quindi sull’ambito tributario di cui la norma in oggetto, all’inizio, è stata orfana: è ormai noto come il profilo fiscale sia spesso dirimente nella scelta del negozio giuridico in chiave di pianificazione successoria. Dopo un lungo silenzio ed un uso limitato del contratto, è finalmente arrivata una pronuncia della Suprema Corte che, seppur ampiamente contestata per l’approccio utilizzato, e sebbene nata da una richiesta in ambito fiscale, ha dato un preciso indirizzo alla fiscalità da applicare al contratto, sottolineandone e convalidandone alcuni aspetti civilistici. Sebbene il testo iniziale della norma potesse limitare le interpretazioni dubbie, è innegabile che lo strumento, nei casi in cui sia applicato alle fattispecie adeguate, sia oggi l’unico negozio che consente all’imprenditore di trasmettere inter vivos ai discendenti l’attività nel rispetto di una continuità aziendale che vada oltre la vita dell’imprenditore.

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