SFEF

2019/44

La cointestazione del conto non equivale a comproprietà


La cointestazione di un conto corrente è di per sé un atto unilaterale idoneo a trasferire la sola legittimazione ad operare sul rapporto e non la titolarità del credito. Lo ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 21963/2019. Alle banche, e agli intermediari in genere, viene quindi chiesto di verificare l’esistenza di un contratto di cui la cointestazione è atto esecutivo ovvero del fatto che la cointestazione costituisce una proposta contrattuale. Sul tema della cointestazione esistono diverse decisioni, anche molto recenti (cfr. per esempio la n. 27252 del 20 dicembre 2018) dell’Arbitro Bancario Finanziario che vanno in direzione opposta. L’articolo mette quindi a fuoco le novità contenute nella sentenza della Cassazione cercando di evidenziarne le possibili ricadute operative anche alla luce di altre recenti decisioni dell’ABF.

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