SFEF

2020/46

Organismi di investimento collettivo e libera circolazione dei capitali: la Corte di Giustizia individua una nuova incompatibilità


In materia di dividendi distribuiti da organismi di investimento collettivo in valori mobiliari il punto di arrivo dell’elaborazione giurisprudenziale della Corte di Giustizia era rappresentato dall’impossibilità, per gli Stati membri, di introdurre trattamenti fiscali differenziati in virtù del luogo di residenza. La Corte non era, sino ad ora, mai intervenuta su una disparità fondata esclusivamente su circostanze ulteriori e diverse dalla residenza, applicabili indistintamente a tutti gli organismi. Ed è proprio in simile prospettiva che la sentenza oggetto del presente commento assume particolare interesse. Ivi, la legittimità della normativa nazionale, in fattispecie quella dei Paesi Bassi, è stata vagliata attraverso un inedito percorso argomentativo, il quale se, da un lato, ha evidenziato la propensione verso un sistema europeo in cui la ritenuta sui dividendi in uscita a livello degli organismi non avrà più ragione d’esistere, dall’altro ha forse condotto al riconoscimento di una discriminazione alla “rovescia”.

L'ACCESSO A QUESTO CONTENUTO E' RISERVATO AGLI UTENTI ABBONATI

Sei abbonato? Esegui l'accesso oppure abbonati.