SFEF

2022/59

Strumenti finanziari e fiscalità tra ragioni scientifiche ed esigenze del mercato editoriale


Editoriale

“Perché una nuova rivista” era il titolo del primo editoriale a firma di Luigi Guatri e Victor Uckmar, Condirettori fondatori della rivista “Strumenti finanziari e fiscalità”, che in modo illuminato e lungimirante  avevano rilevato nell’ottobre 2010 che “l’esperienza sia scientifica che professionale ci hanno rappresentato le grandi difficoltà che si incontrano nella sfera degli “strumenti finanziari’ per gli aggrovigliati aspetti di diritto, economia e contabilità… in questa situazione, per molti aspetti drammatica e spesso distorsiva della concorrenza, è sembrato opportuno accogliere l’invito delle disparate e talvolta … disperate categorie per cercare di collaborare nel mettere in ordine una materia – di tanto interesse per il mondo finanziario e per l’economia del Paese – con l’iniziativa di questa rivista  ‘Strumenti finanziari e fiscalità’ …”. Nel corso di questi dodici anni insieme ai Componenti del Comitato scientifico e del Comitato di redazione ci siamo dedicati ad approfondire con convinzione, impegno e  dedizione la complessa materia degli strumenti finanziari e delle attività finanziarie, più in generale, con approccio interdisciplinare e, conformemente al rigoroso stile scientifico dei Maestri fondatori, tenendo conto anche di un’adeguata e consapevole attenzione alle ricadute applicative e professionali degli argomenti affrontati. Abbiamo esaminato la qualificazione degli strumenti finanziari considerando l’importante riforma del diritto societario, le numerose modifiche introdotte nel Testo Unico della Intermediazione finanziaria con l’ampliamento dei prodotti finanziari e lo sviluppo dei prodotti assicurativi per rispettare gli obblighi relativi alla trasparenza informativa nei confronti dei sottoscrittori. Ci siamo soffermati ad indagare le implicazioni dei principi contabili nazionali e internazionali alla luce anche dell’applicazione del principio di derivazione rafforzata, con la consapevolezza che nel reddito di impresa prevale comunque la qualificazione degli strumenti finanziari in base alle disposizioni contenute nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi, evidenziando i conseguenti disallineamenti tra principi contabili e norme tributarie. Ma soprattutto abbiamo commentato la prassi dell’Amministrazione finanziaria e la giurisprudenza tributaria di merito e di legittimità, evidenziando gli orientamenti condivisibili e, allo stesso tempo, criticando gli orientamenti interpretativi asistematici e irrazionali. Più di recente abbiamo anche pubblicato talune proposte di riforma fiscale aventi ad oggetto, tra le altre, l’unificazione dei redditi finanziari per superare l’anacronistica dicotomia dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria risalente addirittura all’ottocentesca imposta di ricchezza mobile.

La rivista ha consentito di coniugare teoria e pratica avvicinando gli accademici, gli studiosi e gli operatori finanziari e professionali.

Il mio ringraziamento va al Capo-redattore, Walter Vigo, al Vice capo-redattore, Andrea Quattrocchi, al Comitato esecutivo di redazione, costituito da Valentino Amendola Provenzano, Giorgio Berta, Michele Casò, Emanuela Fusa, Lorenzo Galeotti Flori, Nico Muratori, Pierangelo Paleari, Renzo Parisotto, ai colleghi componenti il Comitato scientifico, Luigi Arturo Bianchi, Mauro Bini, Gualtiero Brugger, Guido Ferrarini, Franco Gallo, Mario Notari, al numeroso Comitato redazionale, alla Casa editrice EGEA e in particolare alla dottoressa Roberta Guzzo, per il tanto lavoro condiviso in questi anni, e a quanti ci hanno accompagnato in questa esperienza, scientifica e pratica.

Purtroppo siamo giunti alla stampa dell’ultimo fascicolo (n. 59) perché, a causa delle condizioni di mercato che coinvolgono le riviste scientifiche, anche la nostra rivista ha dovuto subire la sofferta decisione della Casa editrice EGEA di interrompere la pubblicazione dell’innovativa e unica rivista scientifica italiana rivolta allo studio teorico e pratico degli strumenti finanziari. Pur comprendendo le legittime ragioni di mercato, occorre però ricordare quanto espresso dal nostro Presidente della Repubblica durante il Suo discorso al Parlamento in occasione del giorno del giuramento: “L’Italia è, per antonomasia, il Paese della bellezza, delle arti, della cultura. Così nel resto del mondo guardano, fondatamente, verso di noi. La cultura non è il superfluo: è un elemento costitutivo dell’identità italiana. Facciamo in modo che questo patrimonio di ingegno e di realizzazioni – da preservare e sostenere – divenga ancor più una risorsa capace di generare conoscenza, accrescimento morale e un fattore di sviluppo economico. Risorsa importante particolarmente per quei giovani che vedono nelle università, nell’editoria, nelle arti, nel teatro, nella musica, nel cinema un approdo professionale in linea con le proprie aspirazioni”.

E noi con questo spirito desideriamo congedarci da nostri lettori con l’auspicio di poter rispettare il messaggio presidenziale e di poter tornare presto a dare nuovo spazio alla cultura specialistica degli strumenti finanziari!